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domenica 9 dicembre 2012

RAGIONAMENTO COLLETTIVO di Guido Grossi


E' difficile "vedere" la situazione per quello che è, perché fa paura. Ma la realtà inizia ad apparire con chiarezza, mentre la nostra paura viene usata per farci accettare l'inaccettabile.

Dobbiamo capire e reagire. Svolgere un ragionamento collettivo.

La situazione.

Il grande capitale finanziario internazionale (diciamo per brevità Goldman Sachs e tutto ciò che rappresenta, finanza e multinazionali), è riuscito negli ultimi trent'anni a impossessarsi delle leve di governo delle società occidentali, facendo modificare leggi, regolamenti e perfino le costituzioni:

- ha sottratto al controllo di Parlamenti e Governi: le banche centrali che emettono la moneta; il sistema finanziario che indirizza l'utilizzo della moneta, fatto di banche, finanziarie e gestori collettivi di risparmio; i "regolatori" sopranazionali dello stesso sistema;

- ha infiltrato i suoi uomini in tutte quelle istituzioni (da ultimo, Bank of England);

- ha portato in posizioni di governo i suoi uomini (spesso cooptati, non eletti) in tutti gli stati che contano;

- ha trasformato la BCE e il MES nei nuovi salvatori del sistema finanziario, dotati del potere di "condizionare" gli stati in difficoltà con ricette di politica economica (ma anche sociale!);

- li ha dotati di risorse illimitate, a fronte di un budget gestito da Parlamento e altri organi per tutte le altre politiche che è ridicolo: 5 mld all'anno a testa per i 27 membri;

- controlla la comunicazione di massa che alimenta le nostre paure mentre nega l'informazione reale e ogni possibilità di ragionamento collettivo. La ragione viene sostituita da dogmi (competizione internazionale, crescita, rigore, privato, mercato, profitto);

- controlla i mercati finanziari ed usa il loro potere ricattatorio (spread, agenzie di rating) per imporre politiche di austerità che aggravano oggettivamente le nostre condizioni di vita, ma anche gli stessi parametri in nome dei quali agiscono (debito/PIL);

- ha concluso un tacito patto scellerato con intere classi politiche nei paesi del sud europa: il potere viene ceduto alla finanza, in cambio del diritto dei politici di mantenere privilegi odiosi e intrallazzi mafiosi.

- tacito patto scellerato con le classi politiche della Germania e dei paesi del nord europa: il potere viene ceduto alla finanza; in cambio le regole UE (Euro, parametri di Maastricht, regole sul commercio, politiche di austerità) favoriscono - con crescente e incontestabile evidenza - le loro economie (e quindi consenso).


Solo la paura e la confusione ci spingono ad accettare: cessioni di sovranità, cessioni di patrimonio pubblico, cessioni dei diritti sociali, disoccupazione crescente, condizioni di lavoro sempre più facilmente assimilabili a quelle della schiavitù, svendita delle nostre ricchezze private, ma anche della nostra dignità di cittadini e di esseri umani.

La nostra mancanza di coraggio, nel fare chiarezza e reagire, è complice di queste conseguenze:

1) La fine della democrazia rappresentativa: gli organi che decidono sono coperti da immunità, segreto, insindacabilità; non solo BCE e MES, ma anche la nuova polizia militare Eurogendfor.

2) Le principali risorse vengono indirizzate verso il sistema finanziario internazionale.
Banche e istituzioni finanziarie (non regolate) hanno urgente bisogno di coprire le voragini di bilancio (ancora nascoste.. off balance sheet) causate dai derivati e dal credito facile, oramai irrecuperabile. Milioni di miliardi fasulli. Bolle speculative destinate a svanire, in un brusco risveglio collettivo.

3) Il tentativo di convertire - attraverso le politiche di austerità - quella ricchezza di carta nella nostra ricchezza reale: aziende, case, terreni, gioielli. Pubblici e privati.

4) La subordinazione dei lavoratori e delle medie e piccole imprese a quegli interessi: non hanno risorse dal sistema bancario/finanziario, non hanno risorse né servizi dallo stato, pagano tasse sempre più insopportabili.

5) La fine dello stato sociale: non avanza un centesimo per i servizi sociali quali sanità, pensioni, giustizia, scuola, sicurezza...


Sono sempre e solo paura e confusione che spingono ad accettare dittatura e schiavitù.


Le possibilità alternative per uscirne.

I partiti tradizionali - tutti - sembrano aver accettato il tacito accordo, dimostrando una assoluta mancanza di volontà di disciplinare seriamente il sistema finanziario, diventato autoreferente.Solo promesse vaghissime e inconcludenti.

Le proposte alternative.

Il M5S lamenta pezzi del problema ed ha il merito di aver iniziato a scoprire alcuni inganni. Ha una difficoltà evidente ad inquadrarlo nella sua interezza. Non offre risposte valide, né con gli uomini messi in campo, né con le idee. Non offre garanzie di trasparenza e partecipazione nel processo decisionale, che resta accentrato per le scelte che contano, decentrato solo per quelle marginali.

Tentativi di aggregazione dei movimenti sovranisti offrono questa prospettiva:
- uscita dall'UE e dall'Euro
- demolizione della finanza speculativa
- rilancio della produzione e dell'occupazione con politiche keynesiane (mmt etc)
- maggior sensibilità verso gli interessi delle aziende (detassazione, sburocratizzazione)
- visione "privatistica" dell'economia e dei servizi
- nazionalismo
- spostamento degli interessi geopolitici del paese verso una direttrice che unisce nord africa, europa del sud, medio oriente, caucaso, Russia, oppure genericamente verso i BRICS o il sud america
- democrazia diretta di facciata (sondaggi.. promesse di riforma della costituzione per referendum etc)
- propensione ai grandi investimenti infrastrutturali
- scarsissima possibilità di partecipare al processo decisionale
- organizzazione efficiente e possibilità di finanziamenti (trasparenti?)

Tentativi di aggregazione dei movimenti da sinistra offrono questa prospettiva:
- ambiguità e scarsa consapevolezza dei problemi legati all'UE, all'Euro ed alla finanza (critica ma senza soluzioni)
- maggiore sensibilità verso gli interessi dei lavoratori e dei diritti dei cittadini
- visione "pubblicistica" dei servizi
- propensione al lavoro diffuso (grande piano di piccole opere) in settori eco sostenibili
- mantenimento degli interessi geopolitici saldamente ancorati all'Europa (USA?)
- limitata possibilità di partecipare al processo decisionale
- la democrazia diretta è ignorata
- organizzazione approssimativa, difficoltà di finanziamento.

Nessuna è pienamente soddisfacente

Possiamo:

- andare ognuno per conto proprio, laddove ci si riconosce di più

- lavorare da dentro per farli incontrare

- lavorare da fuori per costruire una alternativa che ci soddisfi pienamente (e che potrebbe essere un punto d'incontro) che definirei in questi termini (bozza che possiamo mettere a punto):

- recesso dall'UE e dall'Euro attraverso il negoziato previsto dall'art 50
- demolizione della finanza speculativa
- rilancio della produzione e della piena occupazione con politiche keynesiane
- sburocratizzazione
- riforma fiscale ex art 53
- servizi pubblici ma efficienti
- obiettivo di medio termine: l'Europa dei popoli- quorum zero
- processo decisionale partecipato e trasparente (vedi statuto) nella scelta dei candidati e nel dettaglio del programma, all'interno delle linee delineate
- grande piano di piccole opere
- partecipazioni statali nelle aziende strategiche

la discussione è aperta.

venerdì 3 agosto 2012

LA BCE "DELUDE I MERCATI" O "TRADISCE I POPOLI EUROPEI" ? COME SE NE ESCE? di Guido Grossi

Chiariamo bene la posizione di Draghi e della BCE, e traduciamo il tecnico/politichese in linguaggio volgare.

La frase di Draghi di qualche giorno fa: "«faremo tutto quanto è necessario per salvare l'euro e, credetemi, sarà abbastanza» era stata tradotta dai mercati nella speranza che la BCE avrebbe iniziato da subito ad acquistare BTP italiani e BONOS spagnoli. E infatti lo spread era sceso considerevolmente da 540 a 460.

Avrebbe rappresentato un segnale importante verso la trasformazione della BCE in una vera banca centrale, che svolge, come ci si aspetta da una banca centrale che si rispetti, il suo compito di prestatore di ultima istanza: quando famiglie, aziende e operatori finanziari non comprano tutti i titoli necessari a finanziare il debito dello stato, la banca centrale assorbe la parte non sottoscritta per evitare gravi crisi finanziarie). Per intenderci, quello che fa la FED, la Bank of Japan ed altre ancora.. paesi con enormi debiti pubblici finanziati  a tassi bassissimi (1 - 2 pct.) e senza crisi. 

No. Questa scelta non piace alla BCE e neanche ai governanti dell’Unione Europea (chi sono?) : troppo semplice, e a noi piacciono le cose complesse, a quanto pare. Complesse.. affinché non si capiscano bene?

Ecco la precisazione da parte di Draghi dopo la riunione del consiglio della bce: "Come per tutti gli altri Paesi, una eventuale attivazione dello scudo anti-spread per l'Italia «sarebbe su richiesta» e a determinate condizioni".

I mercati interpretano correttamente e rimangono drammaticamente "delusi": lo spread torna sopra 500...

Perché?

Traduciamo in linguaggio volgare:

"sarebbe su richiesta" .. vuol dire : "ti tengo per le palle".. devi venire nel momento del bisogno più acuto

"a determinate condizioni".. vuol dire "saranno imposti sacrifici di lacrime e sangue"

Le determinate condizioni oramai le conosciamo a memoria: la BCE ce le ha inviate per lettera già da tempo.. ha mandato Monti a garantire che saranno applicate..  sono le stesse che vengono imposte alla Grecia, alla Spagna..  elenchiamole, e rinfreschiamoci le idee:

- tasse, dovunque si riesce a metterle;

- tagli alla spesa pubblica, ovunque si riesce a farli;

- licenziamenti, nel privato e nel pubblico;

- privatizzazioni, in nome dell'efficienza, nell'interesse dei privati;

- liberalizzazioni: premessa e completamento delle privatizzazioni;

dulcis in fundo:

- CESSIONI DI SOVRANITÀ... come se la Sovranità, che "appartiene" al popolo, possa essere "ceduta" e non delegata.. laddove la "delega" implica controllo e potere di revoca.. la "cessione" implica un trasferimento a titolo definitivo.

Sissignori, l'obiettivo è lampante, magari un po' duro da ingoiare, quindi capisco la reticenza di molti ad ammettere la realtà, che è troppo cruda.  Invito tutti a credere ai propri occhi; a sforzarsi di tenerli bene aperti. Crediamo alle nostre orecchie, perché la triste verità ce la stanno comunicando apertamente... siamo solo noi che ci rifiutiamo di ammetterlo: LA FINANZA INTERNAZIONALE HA GETTATO LA MASCHERA E VUOLE CHE I POPOLI SMETTANO ANCHE FORMALMENTE DI ESSERE SOVRANI.

Perché ?

Ma è evidente: oggi il potere non è esercitato con la spada, ha bisogno del consenso, seppure sempre più formale e meno sostanziale. Sempre più estorto. 

Estorto è proprio la parola giusta: non è forse UN RICATTO quello di "provocare una crisi", agendo per peggiorarla ed evitando di contrastarla.. ed usare poi la crisi per obbligare i popoli ad accettare sacrifici odiosi e insopportabili e la CESSIONE DI SOVRANITÀ' ?

Tasse, tagli alla spesa.. lo sa anche un bambino.. provocano recessione.

Licenziamenti.. provocano recessione e dolore sociale.. ansietà necessaria a desiderare di essere salvati...

Tutto a vantaggio del grande capitale internazionale e finanziario: 

- sarà rassicurato sul pagamento del debito; 

- potrà acquistare a due soldi il patrimonio pubblico svenduto per fronteggiare il debito usuraio; 

- potrà acquistare a due soldi il patrimonio delle famiglie italiane, svenduto per fronteggiare i licenziamenti, la diminuzione del reddito, l'aumento delle tasse; svenduto per poter campare.. il risparmio delle famiglie italiane è l'unico ammortizzatore sociale oggi in funzione;

- potrà acquistare a due soldi le aziende italiane, svendute perché rese artificiosamente improduttive, avendo massacrato la domanda e aumentato il carico fiscale indipendentemente dalla redditività;

- potrà colonizzare il nostro mercato interno, impiantando nuove produzioni low cost.. dopo che i lavoratori, obbligati a competere al ribasso con la forza lavoro dei paesi di tutto il mondo, saranno costretti ad accettare ancora più precarietà, salari più bassi, ulteriori limitazioni ai diritti sindacali.

QUESTE SONO LE "RIFORME STRUTTURALI" INVOCATE PER RENDERE "COMPETITIVO" IL NOSTRO PAESE

Ma, allora.. usciamo da questo meccanismo perverso, no? Via dall'Euro, via dall'Unione Europea !

La voglia è così grande.. che è stata capita, intercettata. E corrono ai ripari.

A chiunque abbia in mente un'uscita dall'Euro e dall'Europa sperando in una soluzione non traumatica, suonino di monito queste parole, sempre di Draghi:

«faremo tutto quanto è necessario per salvare l'euro e, credetemi, sarà abbastanza»

«L'euro irreversibile significa che non si potrà tornare alla Dracma o alle altre monete. L'euro resta e resterà. Non serve a nulla scommettere contro la moneta unica. L'euro è qui per durare»

Ancora una precisazione:

Ci avverte che Il MES non può avere una licenza bancaria.. questo vuol dire che la BCE non può prestare soldi al MES..

Due conseguenze: 

1) Il MES "deve" per forza essere finanziato attraverso soldi dati dagli stati membri.. tanti soldi..
( e ognuno risponda onestamente in cuor suo a questa domanda: perché gli stati devono regalare soldi ad un organismo privato - tanto privato che se potessero lo trasformerebbero in una banca  - affinché poi questo organismo li usi per prestarli agli stati in difficoltà a tassi da strozzo e imponendo condizioni insopportabili per i cittadini? )

2) siccome i tanti soldi comunque non bastano.. sarà necessario comunque l'aiuto della BCE, quando uno stato sarà in difficoltà.. e quello del FMI.. 

così da poter essere sicuri che quel residuo di rappresentanza popolare molto molto indiretta che sul MES potrebbe essere esercitata attraverso i molti passaggi che dall'elettore nazionale passano per il parlamento nazionale, poi al governo per arrivare al ministro delle finanze che rappresenta nel MES il singolo stato.. anche quel misero residuo venga ad infrangersi contro L'INDIPENDENZA DELLA BCE e la evidente estraneità del FMI.


Riassumendo i passaggi:

1) il debito pubblico finito nelle mani degli investitori esteri è lo strumento che scatena la crisi : sale lo spread.. lo stato rischia di non riuscire a finanziare il debito.. quindi è costretto a chiedere aiuti

2) arrivano gli "aiuti" tramite MES, BCE e FMI... ma anche le "determinate condizioni"

3) le determinate condizioni di fatto peggiorano la situazione.. assicurano che il bisogno di aiuti non possa diminuire ma, anzi, aumenti nel tempo: grazie agli alti tassi che rendono sempre più gravoso il servizio del debito, e grazie al fiscal compact, che oltre tutto, obbliga gli stati a perpetuare la politica di tasse e tagli necessaria a inseguire una chimera irraggiungibile : il debito/pil al 60% entro 20 anni. 

Con un pil che scende e un debito che aumenta, proprio grazie a queste scelte politiche del cazzo spacciate per tecniche !



E torniamo alla voglia sempre più forte di mandare tutti a quel paese.. Euro, Unione Europea, BCE, FMI e il mondo della finanza per intero, assieme a questa classe dirigente che o è corrotta o è inetta, senza appello.

Ecco, questa voglia, per alcuni versi sacrosanta, deve essere valutata alla luce di una considerazione ormai lampante: la strana lotta di classe nella quale ci troviamo inaspettatamente immersi, senza averla voluta, né capita.

Qui c'è una classe, una élite che è internazionale, immensamente ricca, immensamente potente, sempre più ristretta e concentrata, che è riuscita ad imporre a tutti il proprio modello e la propria volontà, nelle istituzioni sopra nazionali che disegnano il modello socio economico, e lo plasmano in continuazione per favorire sempre di più la libertà del grande capitale di fare -  attraverso i mercati finanziari ed i loro custodi controllori manipolatori, i propri interessi.

Linguaggio popolare: non già libertà di impresa, libera competizione... bensì il proprio porco comodo. 

Di questo si tratta: favorire ancora di più la concentrazione della ricchezza in pochi monopoli e oligopoli mondiali. Dal campo finanziario, dove il capitale accresce se stesso trasferendo artificiosamente la ricchezza dalle tasche dei cittadini a quelle delle élite, attraverso l'artificioso accrescimento dei debiti statali. Al campo della produzione di beni tanto inutili quanto dannosi, che compriamo solo grazie ad una pubblicità ossessiva e compulsiva e, quando non basta, per imposizione normativa o regolamentare... mentre sia la produzione quanto lo smaltimento di questi oggetti inutili rovinano irrimediabilmente il pianeta che ci ospita.

Ma, naturalmente, questa visione può essere soggettiva. 

Molti, in buona fede, sono convinti che i sacrifici sono giusti, perché siamo stati spreconi. Colpa nostra, che abbiamo accettato governi corrotti. Che le medicine amare che ci vengono imposte serviranno per farci stare meglio. 

Ognuno è libero di farsi della realtà - rappresentata dal sistema mediatico - il film che preferisce.

Per chi riesce a vedere le cose con disincanto, sembra evidente che le élite finanziarie, che controllano gran parte della ricchezza e tutto il potere, ci hanno dichiarato guerra. 

Sanno che il loro gioco è stato scoperto, e si preoccupano solo di eliminare la democrazia, che toglierebbe loro ricchezze e potere. Così come si preoccupano di trovare il modo di trasformare al più presto la loro ricchezza di carta gonfiata artificiosamente sui mercati finanziari grazie a bolle speculative destinate inevitabilmente a scoppiare, in beni reali e tangibili.. i nostri patrimoni pubblici.. le nostre ricchezze private. 

Come uscirne.

Se è vero che il nemico - che non ci siamo scelto - sono quelle élite internazionali, assolutamente indifferenti ai confini nazionali (usano i diversi sitemi geopolitici esclusivamente per una politica di diversificazione del rischio), allora pensare di risolvere il problema uscendo dall'Unione Europea o, peggio, additando il nemico in questo o quel paese di turno (USA.. Germania.. Cina.. Israele) rischia di essere miope e pericoloso, per quanto forte e comprensibile possa essere la tentazione: divide et impera.

Se è vero che siamo in guerra, dobbiamo cercare alleati. Ed alleati naturali sono tutti i popoli del mondo, tutti egualmente sfruttati da questi signori. 

In questo momento è evidente che l'area europea viene utilizzata come campo di battaglia, sottoposta ad una crisi artificiosamente creata, prima alimentata e poi sfruttata per eliminare la democrazia. I popoli europei hanno un enorme interesse in comune. I cittadini europei devono capire che insieme, possiamo liberarci delle classi politiche dirigenti che ci stanno svendendo agli interessi del grande capitale.

Il modo per liberarsi non è semplice, ma esiste.

Avendo capito i passaggi fondamentali con i quali intendono renderci schiavi, dobbiamo far inceppare quei meccanismi.

Il primo passaggio è quello di eliminare, per ogni paese, il debito estero. Perché la quota del debito estero, se è importante, è lo strumento che viene utilizzato per scatenare la crisi. Questo è uno dei modi possibili, che si preoccupa di salvaguardare gli interessi dei cittadini e del paese : https://www.facebook.com/notes/guido-grossi/ritorno-alla-sostenibilita/305667366158312
Confrontabile con altre proposte che - invece - rischiano di favorire proprio la svendita del patrimonio pubblico e privato agli appartenenti alle élite..(vedi Monorchio.. Grilli.. etc..)

Questo primo passaggio è necessario ad aprire le possibilità di scelta successive. Senza di questo, rimaniamo prigionieri del circolo vizioso che ci spinge nel baratro (debito estero, spread, bisogno di aiuti, condizioni capestro, peggioramento delle condizioni.. nuovo debito estero.. e così via) 

Il secondo passaggio è il ricambio della classe politica: tutta. Non esistono differenze sostanziali - ai nostri fini - fra le proposte dei partiti di destra e di sinistra. E dico purtroppo. Tutte le proposte si rifiutano di aggredire il problema alla radice. Si perdono in prospettive irrealizzabili e di fatto sinergiche al sistema (conciliare il rigore con la crescita.. ). Oppure puntano direttamente alla disgregazione: ognuno per se.

Il terzo passaggio è la riforma immediata del sistema finanziario. A partire dalla banca centrale. Ricordiamo a proposito che il Parlamento Europea ha sottoscritto recentemente con mozione bipartisan una richiesta di trasformazione dei compiti della BCE, ma che la Commissione Europea si rifiuta di prendere in considerazione e persino di discutere (purtroppo il parlamento non ha il potere di discutere proposte di legge, senza avallo degli organi governativi.. alla faccia della democrazia..).  Trasformata la BCE in una banca centrale efficace: prestatrice di ultima istanza, deve essere riformato il sistema bancario privato, separando nettamente il credito commerciale dalle attività finanziarie. Vanno poi posti severi limiti alle attività finanziarie, perché sono le responsabili prime della situazione in cui ci troviamo, oltre ad essere lo strumento attraverso il quale le élite diventano ricche e potenti. In  particolare, divieto immediato dell'uso dei derivati. 

Questi primi tre passaggi rappresentano  - oggettivamente - un interesse comune al 99% della popolazione europea (in realtà mondiale.. ma in questo momento è più facilmente percepibile in Europa). Tutti i cittadini europei che non appartengono all'1% della popolazione che fa parte delle élite, hanno un comune evidente bisogno di difendersi dalla guerra che quel nemico ha impietosamente sferrato.

Poi, recuperata la libertà di scelta, ognuno potrà sostenere - senza ricatti, e con il tempo necessario a riflettere, le idee che preferisce.

E’ tempo di resistere

https://www.facebook.com/events/324215540996312/

GUIDO GROSSI


e-mail di Guido : info@locandadeltempo.it

Tel.  339-1625170

sabato 21 luglio 2012

LA BANCA DEL POPOLO di Guido Grossi

NON DOBBIAMO SALVARE LE BANCHE.

Se vogliamo salvare noi stessi, recuperare una vita serena e dignitosa, restituire un futuro ai nostri figli, dobbiamo lasciarle fallire, come è giusto che sia.

L'intera Europa sta scegliendo di demolire lo stato sociale e di imporre alle popolazioni sacrifici tanto insopportabili quanto stupidi, che rovinano le famiglie e uccidono le imprese.

Perché? Solo in nome della necessità - non spiegata ma data per certa e ineluttabile - di salvare un sistema finanziario che oramai è putrido, infetto, marcio nelle radici, che si rifiuta di finanziare lavoro e sviluppo perché ha interesse a mantenere bolle speculative.

Mi ribolle il sangue nelle vene.

Denuncio la sfacciata falsità di quanti affermano che salvare questo sistema è nell'interesse dei cittadini e della collettività.

Un'unica funzione bancaria è utile all'economia: l'intermediazione creditizia. Vuol dire remunerare e proteggere il risparmio, prestandolo ad aziende e famiglie. 

Hanno smesso da tempo di farlo: è sotto gli occhi di tutti.

Le autorità non muovono un dito per cambiare le cose: poche chiacchiere e nessun fatto. E' evidente che traggono interessi personali - ricchezze e potere - dal mantenimento di questo sistema.

Non vogliono che le banche tornino a prestare soldi alle aziende ed alle famiglie, perché le loro ricchezze sono investite sui mercati finanziari: il fallimento della finanza trascinerebbe con se ricchezze e potere delle classi dirigenti.

L'attuale sistema è stato disegnato e coltivato, trasformato lentamente in una macchina concepita per trasferire tutte le risorse possibili dall'economia reale ai mercati dei capitali, ai mercati finanziari.

Quei mercati che hanno reso ricco e potente l'1% della popolazione mondiale, sfruttando il restante 99. Che pretendono, ora, di dettare le condizioni e scandire i tempi della riduzione delle nostre libertà.

La nostra libertà è il vero ostacolo al mantenimento di questo sistema e dei loro vergognosi privilegi !

Denuncio quanti stanno operando per ridurre le libertà democratiche per mantenere in vita questo sistema.

Mercanti di denari, quelli che un Cristo incazzato ha scacciato a frustate dal tempio, come meritavano e meritano.

Se ci tolgono la libertà di scelta democratica, allora è nostro diritto e nostro dovere reagire.

Se le autorità non hanno coraggio - e interesse - a cambiare le cose, cambiamole noi.

Costituiamo una nuova banca del popolo che abbia il divieto statutario di investire i risparmi dei cittadini nei mercati finanziari, con l'unica eccezione per i titoli di stato. Che abbia lo scopo di remunerare il risparmio dei cittadini, investendolo nell'economia reale, prestandolo ad aziende e famiglie perché tornino a creare ricchezza e benessere.

Facciamole fallire noi quelle banche che si ostinano a fare finanza. Ritiriamo i nostri risparmi per portarli nella banca del popolo.

Chiediamo che i soldi investiti nei prodotti truffaldini che ci hanno propinato ci vengano rimborsati, e se non lo fanno, denunciamoli alla magistratura. 

Perché con quei prodotti, con artifizi e raggiri ci hanno tratto in inganno, al fine di perseguire un indebito profitto: art. 640 codice penale.

GUIDO GROSSI

e-mail di Guido : info@locandadeltempo.it
Tel. 3391625170
Guido Grossi su Facebook: cliccare qui.

martedì 12 giugno 2012

TEMPO DI RESISTERE



99% CITTADINI SOVRANI
Tre mosse per riprenderci la nostra sovranità


Lo Scenario

Tutto cambierà nei prossimi mesi. Lo avvertiamo sulla nostra pelle. 

Apriamo gli occhi e prepariamoci a resistere.

La concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi trae origine dalla riforma strisciante del sistema bancario divenuto privato e infiltrato dalla finanza internazionale negli ultimi trent’anni. E’ utilizzato per  sottrarre risorse all’economia reale per convogliarle sui mercati finanziari.Qui lievita una ricchezza di carta che rende felici pochi e sempre più disperati tutti gli altri.

Ha prodotto un sistema disumano e insostenibile. Dobbiamo con forza rifiutarlo!
Fare economia: significa utilizzare in maniera efficiente le risorse scarse. E’ possibile e liberatorio.

Fare business è diventata la negazione dell’economia. Oggi vuol dire: produrre, consumare, buttare...il più in fretta possibile. In nome del profitto.

Il lavoro è stato, per un breve periodo, strumento per l’affermazione della dignità umana. Oggi si è ridotto ad un mero elemento di costo che la competizione impone solo di abbattere.

Le classi dirigenti che dal sistema traggono i maggiori benefici e ingiusti privilegi, hanno accumulato un potere enorme, con il quale sono disposte a mandarci in rovina, pur di mantenere in vita il sistema.

Il sistema bancario ha il cancro: si chiama finanza. (per approfondimenti: clicca qui)

Chi ci governa in Italia e in Europa, non vuole assolutamente risolvere il problema. Gli fa comodo e lo vuole rafforzare, proponendo un sistema bancario europeo.

L’obiettivo è chiaro: chiedono a noi di salvarlo.

Ci stanno proponendo di trasferire a carico dei bilanci pubblici degli Stati  le perdite provocate dagli investimenti sbagliati delle banche private sui mercati finanziari. Questo provocherà nuovo debito pubblico proprio mentre ci impongono di tagliarlo!

Le mosse sono sempre più sfacciate perché le élite hanno capito che il tempo stringe: recessione, precarietà, peso del debito estero brutalmente reclamato con l’impennata dello spread, stanno facendo salire la consapevolezza. L’inganno è scoperto!

La classe media si sente tradita. Le piccole e medie imprese non hanno possibilità di ripresa. Cresce l’incertezza fra le professioni, i manager, i colletti bianchi.

Le classi più deboli sono spinte alla rivolta. Disoccupazione, precariato, diminuzione del sostegno pubblico e aumenti delle tasse. Tutti effetti noti e prevedibili provocati dalle  manovre degli ultimi governi. 

Prima di perdere privilegi e potere, le élite stanno trasferendo il potere decisionale dagli stati alle istituzioni sopra nazionali dell’Unione Europea: sono meno trasparenti e già le controllano.

Hanno bisogno di accelerare la crisi tramite una recessione indotta e, se necessario, la strategia della tensione, per indurre i cittadini spaesati a “cedere sovranità”.

E’ inevitabile: arriverà la Troika e il nuovo MES a “salvarci”, quando lo spread salirà ancora.

Per consentire alle élite di trasformare la ricchezza di carta prodotta sui mercati finanziari in beni reali a tangibili. Hanno adocchiato le nostre case, i nostri terreni, i gioielli, le aziende... Le nostre aziende pubbliche e i beni culturali. L’enorme ricchezza privata ed il patrimonio pubblico degli Italiani.

Sanno che perderanno le prossime elezioni. Per questo hanno bisogno di farlo quanto prima, per imporci, come hanno fatto in Grecia, ancora tasse cieche ed ingiuste sulla popolazione; tagli piatti ai servizi sociali compresi quelli essenziali; licenziamenti massicci nel pubblico impiego; privatizzazioni dei servizi pubblici; vendita delle aziende di stato; vendita del patrimonio pubblico.

Famiglie e Stati nel momento della difficoltà... Non devono forse svendere ?


PER DIFENDERE LA NOSTRA SOVRANITÀ POPOLARE E NAZIONALE DOBBIAMO ORGANIZZARE LA RESISTENZA CIVILE.

PACIFICA E DEMOCRATICA. LUCIDA E DETERMINATA.

ORA.

L’azione

Dall’ 8 settembre al 25 aprile. Ci faremo sentire. E vedere.

Donne e uomini che hanno a cuore libertà e legalità, giustizia e solidarietà: Cittadini Sovrani determinati a difendere il diritto irrinunciabile all’autodeterminazione;

Mondo del lavoro: lavoratori dipendenti, disoccupati e lavoratori autonomi. Uniti contro il comune nemico dell’economia reale: la finanza;

Associazioni, movimenti, liste civiche genuine e aggregazioni della società civile che si riconoscono nei valori della solidarietà, della responsabilità, della giustizia sociale;

Dimostriamo, insieme, la nostra determinazione a non lasciarci portare via i nostri patrimoni ed il più importante dei nostri beni comuni: la democrazia. 

In maniera pacifica ma determinata.

Usiamo questo tempo per prepararci bene e per diffondere l’iniziativa.

I tre obiettivi:

1) Costituzione di una commissione di cittadini esperti in grado di imporre alla Troika ed al MES le nostre soluzioni negoziali. Come ha fatto l’Islanda, non le lasceremo gestire alla stessa classe dirigente che ci ha condotto al disastro.

Si raccolgono candidature di persone competenti e disponibili a discutere la messa a punto delle seguenti misure:

A) Riforma radicale del sistema bancario e finanziario che ha creato il problema.

- Recupero immediato della sovranità monetaria; se l’Unione Europea sarà intelligente e disponibile a rivedere nell’immediato la funzione della BCE, rendendola prestatrice di ultima istanza e quindi garante del servizio del debito pubblico dei paesi membri, bene; altrimenti dovrà essere avviato da subito il ritorno alla creazione di una moneta nazionale; 
- Nazionalizzazione delle principali banche;
- Separazione del credito commerciale dalla finanza;
- Ristrutturazione del credito commerciale 
- Disciplina, liquidazione e marginalizzazione della finanza: parassita inutile e pericoloso.

B) Definizione delle condizioni per il servizio del debito pubblico.

- L’Italia non è sull’orlo del fallimento. E’ una potenza economica assolutamente in grado di onorare i propri impegni con le proprie risorse. Intendiamo farlo, ma le condizioni le dettiamo noi.
- il peso sarà distribuito nel tempo e sui più forti. Le condizioni devono diventare coerenti con i fondamentali del paese. Sicuramente migliori di quelle di quei paesi che presentano una situazione debitoria totale del settore pubblico e privato molto più grave, e che grazie ai meccanismi della finanza ed alle illusioni di una informazione distorta pagano tassi irrisori sui titoli di stato a lunga scadenza.
- Per sottrarci dal ricatto deve essere favorito il trasferimento dei titoli del debito dai portafogli degli investitori esteri a quelli del sistema Italia: famiglie, imprese, banche pubbliche e locali; Lo Stato dovrà garantire che in caso di default verranno privilegiati i titoli posseduti dal sistema Italia e, al suo interno, quelli posseduti da famiglie ed imprese.
- Deve essere avviata una analisi del debito pubblico, della sua genesi e della sua gestione per individuare i veri responsabili. Farli pagare per gli errori commessi.
- Per garantire la sostenibilità sociale e l’equità verrà riformato immediatamente il sistema fiscale con una drastica semplificazione. Saranno sollevate le fasce meno tutelate della popolazione e la produzione reale di piccola e media dimensione. Il peso sarà spostato sulle fasce più agiate e sui grandi potentati economici, nazionali ed internazionali che operano nel nostro paese. Pagheranno come e più degli altri;
- Va avviato il controllo dei movimenti di capitale e riviste le relazioni con i paradisi fiscali, perseguendo con fermezza e decisione quanti, tradendo l’interesse della nazione, hanno evaso ingiustamente le tasse esportando capitali illegittimi nei paradisi fiscali.

2) Costituzione del movimento di resistenza dei Cittadini Sovrani che ha come obiettivo quello di vincere le prossime elezioni politiche.

Chi aspira ad ottenere una qualche rappresentanza in Parlamento non ha capito il momento in cui viviamo. Si vince o si muore.

Non c’è tempo per costruire un soggetto politico che per quanto ben strutturato sia in grado di aggregare tutte le forze sane del paese nei pochi mesi rimasti.

C’è però il tempo per definire il percorso di una alleanza elettorale aperta a quelle forze.

Una buona alleanza elettorale. Seria. Che non sia una ammucchiata, può essere definita solo sulla condivisione del contenuto della proposta politica e sulla scelta dei candidati. 

Solo la conoscenza diretta sul territorio a livello comunale e circoscrizionale consente di individuare e scartare con fermezza i tentativi di infiltrazione da parte delle mafie, delle massonerie, dei sicuri tentativi di riciclo da parte di appartenenti alla vecchia classe dirigente. Permette di selezionare una nuova classe di rappresentanti la cui caratteristica principale e riconosciuta deve essere l’onestà e la competenza e che dovrà sentirsi al servizio della volontà collettiva. A questa vincolata, innanzi tutto moralmente, ma anche con appositi strumenti da definire.

Ci dobbiamo incontrare nei nostri territori per avviare la creazione delle assemblee circoscrizionali ma senza preoccuparci troppo della forma organizzativa - per ora - quanto sull'aspetto urgente: conoscerci. Lavoriamo su iniziative concrete utili ai nostri territori: comitati rifiuti zero, campagne per la DD, reti di economia solidale, etc. Sarà il nostro modo per farci conoscere. Dobbiamo diffondere questo evento ed i nostri documenti anche con il volantinaggio, fra le persone.

A livello nazionale, l’informazione e la partecipazione continuativa possono essere garantiti solo dalla rete. Rafforzata da incontri periodici.

Abbiamo bisogno di una piattaforma informatica efficiente che consenta in poco tempo di garantire a tutti gli interessati spazio adeguato per il confronto costruttivo.

Lancio qui delle proposte attingendo liberamente alle numerosissime che si possono incontrare nella società civile, che servano da base coerente di discussione, approfondimento e integrazione.


A) Riforma del modello economico 

Riportando il flusso di risorse dalla finanza all’economia reale, sarà possibile avviare da subito una consistente ripresa economica e dell’occupazione. Ma va ripensato il modello. Reso sostenibile e umano.

- L’obiettivo prioritario non è solo la crescita del PIL nominale ma la piena occupazione e la crescita del benessere, fondato sul lavoro e la produzione di beni reali e di servizi utili e sulla sostenibilità sociale ed ambientale;
- La competizione internazionale è utile e accettabile. Ma deve essere resa compatibile alle condizioni uniformi nei paesi concorrenti nel campo della difesa della dignità del lavoro, dell’ambiente e della democrazia; Altrimenti, meglio non competere.
- Le aziende di grandi dimensioni e le reti di distribuzione dei servizi essenziali devono essere poste sotto controllo pubblico;
- Deve essere garantita la trasparenza della gestione pubblica;
- L’iniziativa privata di dimensione medio piccola deve essere resa veramente libera. E’ la struttura connettiva del nostro tessuto sociale.  Va fatto con interventi sul credito, sulla burocrazia e con l’avvio immediato di piani nazionali di investimenti mirati;
- Un grande piano delle piccole opere deve portare 3 milioni di posti di lavoro entro i prossimi tre anni. E’ realmente possibile. Nei settori della sostenibilità: produzione diffusa di energie rinnovabili, valorizzazione e tutela dei beni culturali, messa in sicurezza idrogeologica del territorio, messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare pubblico e privato, riconversione in senso naturale dell’agricoltura e degli allevamenti, realizzazione capillare delle infrastrutture digitali, ripensamento del ciclo dei rifiuti, riordino della mobilità locale sui territori; sviluppo delle reti locali di commercio solidale;  
- Va riformato il mercato del lavoro, per eliminare la precarietà mediante una drastica riduzione da tre anni a sei mesi del contratto di ingresso e garantendone i livelli retributivi a misure coerenti con la dignità umana; Ma anche disciplinando con più trasparenza la responsabilità del lavoratore e le modalità di licenziamento; introducendo una garanzia di salario minimo ed imposto un tetto massimo, per rendere equilibrata e solidale la nostra società, pur rispettosa del merito e delle diverse capacità.

D) Riforma del modello etico della nostra società

- La politica è un servizio al Paese, non una professione. Devono essere eliminati i privilegi e garantito l’impegno dei rappresentanti a sostenere la volontà dei rappresentati;
- Le garanzie costituzionali del modello democratico devono essere rafforzate, non diminuite; 
- La pubblica amministrazione, resa efficiente, trasparente e responsabile,  deve trasformarsi da centro di potere clientelare a centro di sostegno allo sviluppo sociale economico e culturale del paese;
- Corruzione e illegalità verranno combattute con forza, adeguando la normativa alle migliori pratiche internazionali;
- l’esercizio della giustizia va portato al posto che merita: garanzia assoluta del rispetto della legge civile e penale.

3) Facciamoci riconoscere: appendiamo ai balconi ed alle finestre delle nostre case un lenzuolo bianco, un panno candido, con l'unica scritta: 99%

Da subito: per far capire anche visivamente, che i cittadini sovrani hanno avvertito il pericolo e si stanno organizzando, pacificamente e democraticamente, alla resistenza civile.

Bianco, perché rifiutiamo la corruzione e la disonestà, respingiamo con sdegno i giochi oscuri delle mafie e delle massonerie che vorranno sporcarci.

Ad indicare che il popolo, unito, non si lascia incantare dai falsi colori di una divisione solo apparente che ci propone una classe politica uniformemente corrotta e asservita agli interessi del capitalismo finanziario internazionale.

Riempiamo le nostre città di lenzuola immacolate e smaglianti: segno visibile, diffuso, contagioso, irresistibile della nostra voglia di resistere e di cambiare il mondo in cui viviamo.

  GUIDO  GROSSI


e-mail di Guido : info@locandadeltempo.it

Tel.  339-1625170






CITTADINI SOVRANI








                                                         

venerdì 8 giugno 2012

IL SISTEMA BANCARIO HA IL CANCRO

I capi di stato stanno confabulando per salvare le banche. Cerchiamo di capire.Il sistema bancario internazionale ha un cancro: la finanza. Si prende tutta la linfa vitale. 
E’ solo per questo che non c’è più credito per aziende e famiglie.

Negli ultimi decenni è stato permesso alle banche che fanno credito commerciale di fare investimenti finanziari. Erano vietati. Nuove leggi hanno sistematicamente abolito tutti i divieti mentre il sistema veniva privatizzato. Perché è sbagliato?

Se io compro in borsa un titolo di una azienda che poi fallisce, perdo il mio capitale. Se una banca d’affari fa la stessa cosa, perde i suoi soldi. Ma il resto del mondo va avanti felice.

Se una banca commerciale, che fa depositi e prestiti con famiglie ed aziende specula sui mercati finanziari e perde i soldi.. crea problemi seri ad aziende  e famiglie perché le banche non investono il loro patrimonio privato ma un grossissimo multiplo del patrimonio, utilizzando soldi presi a prestito.

Non ci vuole uno scienziato per capire che è una grave imprudenza. Le attività vanno separate. Eppure, non solo è stato consentito: è stato incentivato. In due modi:

1) I regolamenti “prudenziali” (sic!) obbligano le banche ad avere un proprio patrimonio disponibile per far fronte alle eventuali perdite. Se prestano 100 euro ad una azienda  devono accantonare 8 euro di patrimonio. Se comprano un titolo della stessa azienda devono accantonare solo una piccola frazione di 8 euro. Se comprano un derivato sul quel titolo.. una frazione ancora più piccola. I regolamenti “prudenziali” incentivano l’investimento finanziario a scapito dell’economia reale.

2) Se i soldi vengono indirizzati più sui mercati finanziari che nell’economia reale, nascono inevitabilmente le bolle speculative: i valori dei titoli salgono anche se l’economia reale è ferma. Cosa fanno le banche centrali quando i mercati finanziari oscillano? Regalano montagne di liquidità alle banche private. Così le bolle continuano. Si spostano, continuano a crescere fino a livelli insostenibili.

Perché lo fanno, sono matti? Ignoranti? No, sono in conflitto d’interesse.

Le speculazioni finanziarie hanno provocato buchi enormi nei bilanci delle banche private. Nello stesso tempo, però, hanno arricchito i loro manager ed i loro migliori clienti.  Poche grandi banche d’investimento internazionali legate da intrecci azionari controllano tutta l’operatività sui mercati finanziari e sono in posizione tale da poter privilegiare alcuni clienti importanti, quelli che non perdono quasi mai, che hanno l’informazione giusta al momento giusto.

Si è creata prevalentemente così - e non con la bravura di qualcuno né con il sudore della fronte - l’élite. Il famoso 1% della popolazione mondiale che dall’altalena delle bolle speculative ha tratto enormi benefici. Assieme ad un potere immenso con il quale ha potuto “comprare” la politica, l’informazione, la ricerca che avalla un certo tipo di cultura e ci infila nella testa i miti della crescita, della competizione, dei mercati e quant’altro. Un potere che è riuscito ad influenzare i governi, le banche centrali, le istituzioni sopra nazionali che disegnano e mettono a punto il modello.

Chi fa i regolamenti “prudenziali”? Chi gestisce le banche centrali? Chi deve decidere se far scoppiare le bolle speculative e far fallire le banche oppure salvarle?

Organismi al confine fra il pubblico e il privato, nei quali le persone che decidono non sono scelte con metodi elettivi e democratici: sono cooptate all’interno di una cerchia di persone non propriamente larga, nata e cresciuta nella cultura neo liberista. Magari convinti in buona fede che sia il sistema migliore per far progredire il mondo. Persone comunque ricche, che appartengono all’élite ed hanno propri ingenti patrimoni personali il cui valore è fortemente legato a quel sistema.

Non ci interessano le teorie complottiste. Usiamo tempo ed intelligenza per osservare i fatti. Torniamo alle banche, piene di buchi nei bilanci. Buon senso vorrebbe che le perdite degli investimenti finanziari si esauriscano per quello che sono: capitale bruciato. Chi ha sbagliato paga e chi lo ha fatto per conto d’altri perde il posto. Vi sembra che prevalga il buon senso?

L’attuale classe dirigente e le persone che dovrebbero tirarci fuori dai problemi, cosa decideranno: di lasciar svanire quel castello di carta come sarebbe giusto? O si arrampicherà sugli specchi per salvare il salvabile del castello nel quale sono stabilmente insediati?

Con la scusa che le banche fanno anche credito commerciale, e che quindi se falliscono rovinano le aziende e le imprese... ci stanno raccontando che è nostro dovere salvarle!

Sono ammalate di cancro. Non sono curabili. Ma ci chiedono sacrifici enormi per attaccarle alla spina e salvarle.

Alzi la mano che ha udito una proposta proveniente dagli stessi ambienti che miri a curare il male alla radice. Pannicelli caldi: Tobin tax, blind trust, nuovi regolamenti, agenzie di supervisori.. Ma pensano che la gente abbia tutta l’anello al naso??

E’ tristissimo dover constatare quanto le Istituzioni dell’Unione Europea - che non ha mai avuto il coraggio di farsi Stato - si siano trasformate in strumento di difesa acritica dei mercati finanziari. Ci raccontano che, se non salviamo le banche (queste banche piene di cancro finanziario), studi autorevoli prevedono: “crollo dell’economia.. crollo degli stati.. Inflazione incontrollabile, recessione, disperazione”. Ci spaventano per indurci ad accettare nuovi  sacrifici. Nuovo debito pubblico che con l'altra mano ci stanno imponendo di ridurre!!

L’unica certezza è che se fallissero queste  banche, a crollare con fragore sarebbe sicuramente la ricchezza ed il potere dell’élite che da questo sistema privato ha tratto enormi e ingiustificati profitti e privilegi. Solo dalla separazione delle due attività e dal conseguente fallimento della finanza, si potranno liberare, finalmente, le risorse per la crescita del benessere dei cittadini.Un buon motivo per tentare di toglierci la democrazia: i cittadini sovrani sanno esattamente quale scelta sia più giusta e conveniente.

 GUIDO  GROSSI


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Tel.  339-1625170


domenica 20 maggio 2012

CHE CI SIA DI MONITO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO.

Come facciamo a non pensare che ci sia un interesse ben preciso dietro questi attentati? 
Ci vuole il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: strategia della tensione.
Crisi economica e crisi della sicurezza sociale producono entrambe una stessa reazione emotiva: richiesta di ordine, bisogno di un salvatore, costi quel che costi.
Lo stesso interesse così cinico e spietato di chi è disposto a causare una recessione ingiusta ed inutile, con il pretesto dell'austerità e con l'obiettivo neppure celato di piegare le volontà dei cittadini alla richiesta di "cessioni di sovranità".
Richiesta annunciata e perseguita sistematicamente da un governo di tecnocrati che stanno attuando la peggiore delle rivoluzioni antidemocratiche, che stanno cambiando la Costituzione senza che ne venga data ampia notizia al Paese, senza reale dibattito in parlamento. Stravolgono le regole della democrazia conquistata con fatica e sofferenze. Azione sostenuta da una classe politica dirigente asservita, ottusa, incompetente, che esegue senza capire.. perché ha interesse a non capire.
Complici. Consapevoli o meno, sinceramente non fa differenza: colpevoli. Politicamente colpevoli, senza appello!
Degli stessi interessi che oggi spargono sangue senza pietà e senza apparente ragione per indurre le stesse reazioni.
Chi è scontento dell'oggi e teme il domani, è disposto a barattare la libertà e la democrazia con la speranza della sicurezza, con il bisogno di pace.
Ma può esistere pace senza democrazia?
Guai a perdere la testa. 
Guai ad accettare o a desiderare reazioni speciali, norme speciali, misure speciali. Chi le offrirà, chiunque le chieda, non può essere in buona fede.
Resistere, come i nostri padri e i nostri nonni hanno resistito alle dittature - da qualunque parte provengano - perché la Democrazia è un bene troppo prezioso per farcelo strappare di mano.
Questo movimento può e deve diventare un baluardo contro quanti tenteranno di chiedere misure speciali. Riferimento di chiunque creda fermamente nel valore fondamentale della legalità, della libertà, della democrazia.
E' inevitabile la reazione istintiva. Cresce la possibilità di eventi destabilizzanti. Diamolo per scontato.
Questo è il momento in cui dovremo dimostrare tutta la nostra fermezza e maturità, superando generosamente ogni divisione e guardare dritto alla meta: o costruiamo in fretta una proposta seria, democratica, credibile, ampia.. o saremo travolti dagli eventi.
Ferma come non mai la barra della democrazia, il bisogno di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini. Un bisogno enorme al quale dobbiamo offrire immediata risposta.
Il 27 maggio usciamo dall'assemblea con le idee chiare su come è costituita l'organizzazione centrale. 
Mercoledì mettiamo a punto le proposte sul tappeto e arriviamo decisamente ad una soluzione ragionevole e condivisa. se sarà necessario, ricorreremo al voto fra alternative sul tappeto, da fare in assemblea e sul sito. 
Dobbiamo poi dare indicazioni precise per le organizzazioni territoriali, perché è nell'incontro sul territorio che si vince la sfida. Incontriamoci, senza riserve, con tutti quelli in buona fede. Sul territorio ci si conosce, ci si confronta più facilmente. Intrepretiamo con intelligenza e apertura i paletti, guardando alla sostanza delle cose e non alla forma. Definiamo infine come scegliere nome e simbolo: dobbiamo diventare rapidamente visibili e riconoscibili.
Subito dopo il 27, dobbiamo lanciare - tutti insieme - una grande sfida per l'autunno: un evento nazionale interamente dedicato ai cittadini, tutti, tanti, tantissimi, per offrire loro il riparo accogliente di una struttura concepita per realizzare un modello sociale basato sui valori che sicuramente tutti noi condividiamo di giustizia, libertà, legalità, sostenibilità sociale economica ed ambientale.
Per l'8 settembre, data simbolica, ad evocare la nostra determinazione a resistere a qualsiasi dittatura ci vogliano imporre, finanziaria o populista che sia!
Con un lenzuolo bianco, come suggerito da Davide, tempo fa, e da Claudio, oggi su facebook: vessillo del nostro candore e del rifiuto di farci strumentalizzare da qualsiasi colore.
Usiamo tutto il nostro buon senso, le nostre energie, la nostra disponibilità, la nostra umiltà, le nostre competenze.
Se ci lasciamo abbattere dalle diffidenze, ci perderemo per strada. E lo porteremmo sulla coscienza. Superiamole con generosità le paure, le tentazioni di leaderismo e verticismo, le diffidenze reciproche. 
Dobbiamo scendere per le strade e nelle piazze, ma guai a farlo in segno di protesta: non cercano altro che un pretesto.
Dobbiamo portarci le nostre proposte, in mezzo ai cittadini, pacificamente democraticamente ed ordinatamente. Quelle che avremo saputo elaborare, selezionare, condividere. Le dobbiamo portare nelle strade per far capire che dietro i valori che condividiamo, esiste la possibilità concreta di un mondo migliore, umano, sostenibile.
Per l'8 settembre, dobbiamo aver elaborato e condiviso le principali proposte che qualifichino il nostro movimento come l'unica alternativa seria, democratica, capace di dare risposte alle domande sempre più angosciate dei cittadini italiani, e non solo.
Se crediamo in noi, e nel percorso intrapreso, diventeremo, tutti insieme, invincibili.

  Guido Grossi