venerdì 22 febbraio 2013

TASTIERA APPASSIONATA


A seguito delle richieste e degli apprezzamenti ( forse immeritati ) che in questi mesi ho ricevuto dagli Amici su Facebook ho raccolto qui alcune poesie a suo tempo già pubblicate in internet e a Loro le dedico.
Con un vivo ringraziamento a Tutti Voi.

Renato Valusso




domenica 9 dicembre 2012

RAGIONAMENTO COLLETTIVO di Guido Grossi


E' difficile "vedere" la situazione per quello che è, perché fa paura. Ma la realtà inizia ad apparire con chiarezza, mentre la nostra paura viene usata per farci accettare l'inaccettabile.

Dobbiamo capire e reagire. Svolgere un ragionamento collettivo.

La situazione.

Il grande capitale finanziario internazionale (diciamo per brevità Goldman Sachs e tutto ciò che rappresenta, finanza e multinazionali), è riuscito negli ultimi trent'anni a impossessarsi delle leve di governo delle società occidentali, facendo modificare leggi, regolamenti e perfino le costituzioni:

- ha sottratto al controllo di Parlamenti e Governi: le banche centrali che emettono la moneta; il sistema finanziario che indirizza l'utilizzo della moneta, fatto di banche, finanziarie e gestori collettivi di risparmio; i "regolatori" sopranazionali dello stesso sistema;

- ha infiltrato i suoi uomini in tutte quelle istituzioni (da ultimo, Bank of England);

- ha portato in posizioni di governo i suoi uomini (spesso cooptati, non eletti) in tutti gli stati che contano;

- ha trasformato la BCE e il MES nei nuovi salvatori del sistema finanziario, dotati del potere di "condizionare" gli stati in difficoltà con ricette di politica economica (ma anche sociale!);

- li ha dotati di risorse illimitate, a fronte di un budget gestito da Parlamento e altri organi per tutte le altre politiche che è ridicolo: 5 mld all'anno a testa per i 27 membri;

- controlla la comunicazione di massa che alimenta le nostre paure mentre nega l'informazione reale e ogni possibilità di ragionamento collettivo. La ragione viene sostituita da dogmi (competizione internazionale, crescita, rigore, privato, mercato, profitto);

- controlla i mercati finanziari ed usa il loro potere ricattatorio (spread, agenzie di rating) per imporre politiche di austerità che aggravano oggettivamente le nostre condizioni di vita, ma anche gli stessi parametri in nome dei quali agiscono (debito/PIL);

- ha concluso un tacito patto scellerato con intere classi politiche nei paesi del sud europa: il potere viene ceduto alla finanza, in cambio del diritto dei politici di mantenere privilegi odiosi e intrallazzi mafiosi.

- tacito patto scellerato con le classi politiche della Germania e dei paesi del nord europa: il potere viene ceduto alla finanza; in cambio le regole UE (Euro, parametri di Maastricht, regole sul commercio, politiche di austerità) favoriscono - con crescente e incontestabile evidenza - le loro economie (e quindi consenso).


Solo la paura e la confusione ci spingono ad accettare: cessioni di sovranità, cessioni di patrimonio pubblico, cessioni dei diritti sociali, disoccupazione crescente, condizioni di lavoro sempre più facilmente assimilabili a quelle della schiavitù, svendita delle nostre ricchezze private, ma anche della nostra dignità di cittadini e di esseri umani.

La nostra mancanza di coraggio, nel fare chiarezza e reagire, è complice di queste conseguenze:

1) La fine della democrazia rappresentativa: gli organi che decidono sono coperti da immunità, segreto, insindacabilità; non solo BCE e MES, ma anche la nuova polizia militare Eurogendfor.

2) Le principali risorse vengono indirizzate verso il sistema finanziario internazionale.
Banche e istituzioni finanziarie (non regolate) hanno urgente bisogno di coprire le voragini di bilancio (ancora nascoste.. off balance sheet) causate dai derivati e dal credito facile, oramai irrecuperabile. Milioni di miliardi fasulli. Bolle speculative destinate a svanire, in un brusco risveglio collettivo.

3) Il tentativo di convertire - attraverso le politiche di austerità - quella ricchezza di carta nella nostra ricchezza reale: aziende, case, terreni, gioielli. Pubblici e privati.

4) La subordinazione dei lavoratori e delle medie e piccole imprese a quegli interessi: non hanno risorse dal sistema bancario/finanziario, non hanno risorse né servizi dallo stato, pagano tasse sempre più insopportabili.

5) La fine dello stato sociale: non avanza un centesimo per i servizi sociali quali sanità, pensioni, giustizia, scuola, sicurezza...


Sono sempre e solo paura e confusione che spingono ad accettare dittatura e schiavitù.


Le possibilità alternative per uscirne.

I partiti tradizionali - tutti - sembrano aver accettato il tacito accordo, dimostrando una assoluta mancanza di volontà di disciplinare seriamente il sistema finanziario, diventato autoreferente.Solo promesse vaghissime e inconcludenti.

Le proposte alternative.

Il M5S lamenta pezzi del problema ed ha il merito di aver iniziato a scoprire alcuni inganni. Ha una difficoltà evidente ad inquadrarlo nella sua interezza. Non offre risposte valide, né con gli uomini messi in campo, né con le idee. Non offre garanzie di trasparenza e partecipazione nel processo decisionale, che resta accentrato per le scelte che contano, decentrato solo per quelle marginali.

Tentativi di aggregazione dei movimenti sovranisti offrono questa prospettiva:
- uscita dall'UE e dall'Euro
- demolizione della finanza speculativa
- rilancio della produzione e dell'occupazione con politiche keynesiane (mmt etc)
- maggior sensibilità verso gli interessi delle aziende (detassazione, sburocratizzazione)
- visione "privatistica" dell'economia e dei servizi
- nazionalismo
- spostamento degli interessi geopolitici del paese verso una direttrice che unisce nord africa, europa del sud, medio oriente, caucaso, Russia, oppure genericamente verso i BRICS o il sud america
- democrazia diretta di facciata (sondaggi.. promesse di riforma della costituzione per referendum etc)
- propensione ai grandi investimenti infrastrutturali
- scarsissima possibilità di partecipare al processo decisionale
- organizzazione efficiente e possibilità di finanziamenti (trasparenti?)

Tentativi di aggregazione dei movimenti da sinistra offrono questa prospettiva:
- ambiguità e scarsa consapevolezza dei problemi legati all'UE, all'Euro ed alla finanza (critica ma senza soluzioni)
- maggiore sensibilità verso gli interessi dei lavoratori e dei diritti dei cittadini
- visione "pubblicistica" dei servizi
- propensione al lavoro diffuso (grande piano di piccole opere) in settori eco sostenibili
- mantenimento degli interessi geopolitici saldamente ancorati all'Europa (USA?)
- limitata possibilità di partecipare al processo decisionale
- la democrazia diretta è ignorata
- organizzazione approssimativa, difficoltà di finanziamento.

Nessuna è pienamente soddisfacente

Possiamo:

- andare ognuno per conto proprio, laddove ci si riconosce di più

- lavorare da dentro per farli incontrare

- lavorare da fuori per costruire una alternativa che ci soddisfi pienamente (e che potrebbe essere un punto d'incontro) che definirei in questi termini (bozza che possiamo mettere a punto):

- recesso dall'UE e dall'Euro attraverso il negoziato previsto dall'art 50
- demolizione della finanza speculativa
- rilancio della produzione e della piena occupazione con politiche keynesiane
- sburocratizzazione
- riforma fiscale ex art 53
- servizi pubblici ma efficienti
- obiettivo di medio termine: l'Europa dei popoli- quorum zero
- processo decisionale partecipato e trasparente (vedi statuto) nella scelta dei candidati e nel dettaglio del programma, all'interno delle linee delineate
- grande piano di piccole opere
- partecipazioni statali nelle aziende strategiche

la discussione è aperta.

giovedì 22 novembre 2012

MESSAGGIO PER LE ELEZIONI.


AMICI, NON CREDETE ALLE PROMESSE CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE GLI ESPONENTI DI QUESTI PARTITI VI FARANNO: PUR DI RIMANERE AL GOVERNO RACCONTERANNO QUALSIASI FAVOLA.
VI DIRANNO ANCHE, ALCUNI DI LORO, CHE IN CASO DI VITTORIA NON GOVERNERANNO CON MARIO MONTI. 
SONO BALLE.
NON POSSONO, QUESTI FARISEI, DARE ORDINI AL GRANDE POTERE FINANZIARIO SOVRANAZIONALE DI CUI MONTI E' LA MASSIMA ESPRESSIONE IN ITALIA. 
MONTI RESTERA' FINO A QUANDO IL SUO COMPITO (CHE E' QUELLO DI SMEMBRARE FINANZIARIAMENTE IL PAESE PER POI SVENDERLO) NON SARA' ULTIMATO.
SE PROPRIO L'INDIGNAZIONE E LA PRESSIONE POPOLARE RAGGIUNGERANNO LIVELLI PREOCCUPANTI LA TROIKA PROVVEDERA' A SOSTITUIRE IL SICARIO ATTUALE CON UN ALTRO DEI SUOI FEDELI, MOLTO MENO NOTO, MA PROBABILMENTE QUESTO NON SERVIRA'.
QUESTA GENTE NON POTRA' MAI ORDINARE ALCUNCHE' A MARIO MONTI: IN REALTA' E' L'ESATTO CONTRARIO.
VOTATE PER I NUOVI MOVIMENTI E GRUPPI POLITICI CHE CHIEDONO IL RIPRISTINO DI TUTTE LE NOSTRE SOVRANITA', DA QUELLA POPOLARE A QUELLA MONETARIA, E L'INTRODUZIONE DI NUOVI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA.

O RINNOVARSI O PERIRE.  


Renato Valusso 

martedì 13 novembre 2012

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA di Lorella Presotto


E' fuori dubbio che ormai una gran parte di italiani rivendichi il diritto di partecipare all'amministrazione della cosa pubblica, attraverso l'esercizio della democrazia partecipativa detta anche democrazia diretta.Ho notato però che le modalità di attuazione e lo svolgimento della funzione non sono chiari a tutti, e che esistono diverse interpretazioni tra gli elettori attivi.
Anzi tutto desidero sottolineare che la democrazia partecipativa non esclude la presenza di organi rappresentativi, quali i partiti politici, o di istituzioni pubbliche, quali il Parlamento. Quello che voglio significare è che l'esercizio della democrazia partecipativa non esclude l'esercizio della democrazia rappresentativa. Esse infatti costituiscono due facce della medesima medaglia, necessarie l'una all'altra per la vita di uno Stato.Pensate a cosa accadrebbe se per ogni singola decisione, ogni singolo provvedimento legislativo, tutto l'elettorato attivo venisse chiamato alle urne. Il paese si paralizzerebbe, con conseguenze devastanti per la vita di tutti noi, non ultimi i costi insostenibili.
Questa visione non realistica della potere popolare trova la sua nascita nell'insofferenza dello stesso popolo, troppe volte sottomesso e depauperato della propria volontà.
Dunque a mio modesto avviso, non bisogna stravolgere il significato intrinseco del valore di democrazia diretta, ma bensì comprenderne esattamente i meccanismi e i limiti da porre ai delegati di esercizio.
La Costituzione della Repubblica Italiana, quella originale, emanata nel 1948, prima che subisse numerose modifiche volte solo a non attuare i principi che i padri costituenti avevano ad essa affidato, è stata dotata di tutti i meccanismi di democrazia partecipativa. I padri costituenti, tuttavia erano ben consci, che la popolazione italiana, altamente analfabetizzata all'epoca, non aveva capacità di gestire queste forme di esercizio di potere. Pur prevedendo quindi l'esercizio del referendum, della petizione e dell'iniziativa di legge popolare nella Costituzione, i suoi padri decisero di porvi dei limiti, delegando alle successive classi dirigenti, il compito di ridurre tali limiti, con relazione alla crescita culturale della popolazione, sino ad arrivare al giorno in cui, questi limiti sarebbero stati del tutto annullati. I Costituenti avevano ben in mente che solo una popolazione completamente alfabetizzata, avrebbe posseduto gli strumenti culturali per poter esercitare con razionalità e responsabilità la democrazia partecipata.
La morte prematura di uomini con forte senso dello Stato, ha però purtroppo, deviato il percorso che essi stessi avevano tracciato. Non mi soffermerò molto sull'analisi storica degli ultimi sessant'anni . E' ormai nella conoscenza di tutti noi quanto, le classi dirigenti che si sono succedute negli anni dopo la Costituzione della Repubblica, si siano adoperate per non attuare mai la riduzione progressiva di questi limiti al potere popolare, incentivando e introducendo invece nuove forme e meccanismi di controllo e limite del potere di partecipazione popolare.
Quello che vorrei che emergesse chiaramente da questa mia pubblicazione è che sarebbe del tutto irrazionale gettare via la nostra Carta Costituzionale, mi riferisco a quella originale del 1948; mentre è invece necessario attuarla secondo quella filosofia del diritto che i padri costituenti ci hanno tramandato. La nostra Carta, con la vera attuazione, e mediante l'introduzione di meccanismi che diano certezza all'esercizio della democrazia partecipativa (autonomia referendaria, estensione del referendum, tempi certi per la petizione e l'iniziativa di legge popolare), rappresenta il nostro titolo di popolo sovrano. Non compiano l'errore sull'errore. Tutto quello che esce dalle mani umane non è perfetto, ma è senz'altro perfettibile. Analizzando la storia possiamo porre riparo agli errori e conservare ciò che di buono ci è stato tramandato. Una Repubblica si fonda su diritti e doveri reciproci, che necessariamente debbono trovare sussistenza su regole comuni e condivise; sulla certezza che quelle regole siano applicabili a ciascuno di noi, affinché determinino uguaglianza e libertà, quella libertà personale di ciascuno che finisce là ove inizia quella dell'altro. 

Lorella Presotto
13 novembre 2012

giovedì 8 novembre 2012

UNIRSI.... ma con razionalità! di Lorella Presotto


Ho sempre invitato i movimenti nati con spontaneità ad unirsi e nulla mi rende più felice del vedere che questa mia invocazione sia stata accolta da molti.
Dobbiamo però tutti fare attenzione ad una cosa: usare la razionalità, incanalare le energie e il desiderio di riscatto nel giusto modo.
La plutocrazia e la partitocrazia sono perfettamente organizzate, e se vogliamo combattere ed avere delle speranze, anche noi dobbiamo ben organizzarci.
Nulla deve essere lasciato al caso. Tutto deve essere ben studiato e attuato: unione di sinergie; ruoli precisi; strategie pianificate. 
Siamo le tessere di un unico mosaico, ma ciascuno ha un colore ed una collocazione diversa. 
Se così non fosse, il mosaico non si potrebbe mai comporre!
Democrazia diretta, significa condivisione di idee e di strategia, ma non significa intervento di tutti nello stesso momento. Talvolta è necessario organizzare piccoli gruppi di attacco con strategie e obiettivi mirati. 
Non importa il nome sotto il quale ci collocheremo, quello che importa è solo il risultato.
L’obiettivo è quello di LIBERARE l’ITALIA e promuovere una riforma del sistema, una sorta di nuova Costituente. Riportare la democrazia, il dibattito franco e costruttivo nelle opportune sedi. Ridare credibilità alle Istituzioni, pace e serenità al popolo.
Armiamoci dunque di pazienza, buon senso, spirito costruttivo e conciliativo, razionalità e soprattutto umiltà.
Un abbraccio a tutti.

Lorella Presotto  

mercoledì 10 ottobre 2012

I Padroni del Vapore gettano la maschera


E' ufficiale:  

Nell’ultima riunione del Comitato direttivo, il Club Bilderberg per la prima volta ha deciso di entrare direttamente nella politica italiana, è pronto a mettere sul piatto centinaia di Mld per portare Mario Monti alle prossime elezioni politiche del 14-15 Aprile 2013.

Il gruppo sta progettando una campagna elettorale senza precedenti, investimenti a tutto campo nella comunicazione globale, TV (Sky - RAI), Principali organi di stampa, agenzie di Stampa presenti sul web (Mediaset). Nessun gruppo di potere italiano potrà competere con la grande macchina Trilaterale.

Nel Comitato Direttivo si è deciso anche la ripartizione degli investimenti usando come metro lo share (indice di ascolto), un metro diverso si è deciso per la TV di Rupert Murdoch per il quale sono previsti investimenti per oltre 50 Mld, in questo caso non si è basati sullo Share ma sul Target degli utenti, ha meno utenti ma di cultura medio alta con potere incisivo e decisionale sul voto.

Altri 40 Mld saranno messi a disposizione della Rai di questi 30 mld solo alla prima rete nazionale. Anche per i principali quotidiani che favoriranno la vittoria di Mario Monti c’è un bel piatto da divedersi Repubblica (10 Mld) - Corriere della Sera (8 Mld), La Stampa e Il Giornale (2,5 Mld ciascuno), una bella fetta è pronta anche per il giornale della Confindustria Il Sole24 Ore e per il Secolo XiX (1 Mld ciascuno).

Altri 25 Mld saranno investiti nella Agenzie di stampa che operano sul Web e tra queste quella che la farà da padrone sarà Mediaset con ben 15 Mld, (in totale ai gioielli di famiglia andranno 17,5 Mld), naturalmente con questo assegno staccato, Berlusconi è stato liquidato.

Tra i progetti la conclusione della Torino - Lione e la relativa concessione, la privatizzazione della Rai e la cessione al Club Bilderberg.

Il Club punta ad una maggioranza assoluta per Mario Monti e fare dell’Italia il primo Paese privilegiato del Club Bilderberg su cui dovrà investire l’alta finanza mondiale. Redazione Popolari Washington-13 agosto 2012